La linotype per Simone Quetti


Sapevi che ad Artogne, in provincia di Brescia, esiste un piccolo museo della stampa?

Si tratta infatti de “Il segno tipografico Lodovico Pavoni”, dedicato non a caso a colui che per primo fondò nel 1821 una scuola tipografica in Italia, il sacerdote bresciano Santo Lodovico Pavoni.

Inaugurato il 27 aprile 2009, il museo nasce dalla volontà e dalla passione di Simone Quetti, un tipografo vecchia scuola.

Rimasto orfano, Quetti viene preso a cuore da un’assistente sociale che, notando la sua bravura nello studio, lo indirizza verso l’arte della tipografia. Dopo un anno di apprendistato come legatore e compositore, diventa finalmente tipografo, riuscendo dopo qualche sacrificio ad acquistare la sua prima Linotype, che ama alla follia, quasi come “fosse una bella donna”.

Il fascino di questo museo risiede nel fatto che rappresenta molto più di una semplice esposizione di oggetti e macchinari: si propone infatti come “memoria attiva” dell’evoluzione delle tecniche tipografiche da ieri ad oggi.

Tutto questo è possibile però soprattutto grazie ad un altro particolare: tutti i macchinari presenti nel museo sono perfettamente funzionanti. Quindi non un museo tradizionale, ma un vero e proprio laboratorio dove è possibile sporcarsi le mani di inchiostro sotto la guida di un vero maestro.

Architettura del "Segno Tipografico"


Il museo “Il Segno Tipografico” è organizzato seguendo un percorso logico-cronologico, che prevede una suddivisione tematica.

  1. Prima sala “Una questione di carattere
    dedicata all’accoglienza e al mondo della stampa attraverso i suoi segni (pittogrammi, caratteri, immagini, stampe ecc.)
  2. Seconda sala “Dal segno alla stampa
    uno spazio multimediale che mostra il percorso storico e l’evoluzione della scrittura e della stampa, utilizzato anche per l’organizzazione di presentazioni, conferenze, mostre e proiezioni.
  3. Terza sala “Prime bozze
    dedicata alla composizione, sia a mano che meccanica, e alla fotocomposizione.
  4. Quarta sala “Visto si stampi
    dedicata alla stampa vera e propria.
  5. Quinta sala “Taglia, cuci, incolla
    dedicata alla legatoria così come ai macchinari e agli attrezzi del mestiere;
  6. Sesta sala “Fresco di stampa
    riservata all’editoria storica e alla figura di Lodovico Pavoni.

L'esposizione


Il museo “Il Segno Tipografico” è rinomato per la varietà di attrezzature, sia dal punto di vista della quantità, che della qualità. Tra queste ne cito alcune:

  • Strumentazione varia per la composizione tipografica a mano, come banconi, caratteri, marginatura, fregi, compositori, pinze, tipometri, ecc.
  • Tirabozze manuale, formato 40 x 60, risalente agli anni ’60, ancora funzionante e con la possibilità di alzare il rullo nella fase di ritorno dopo aver eseguito la bozza;
  • Torchio tipografico in ghisa: costruito a Vienna nel 1848, può stampare nel formato 50 x 70.
  • Torchio tipografico a stella in legno: costruito a Torino nel 1800, utilizza come matrice di stampa pietre litografiche.
  • Linotype mod. “Italtype Alfa”: costruita a Milano negli anni ’70, è la prima macchina acquistata da Simone Quetti.
  • Reprocamera “Agfa-Gavaert Repromaster 2200”: risalente al 1980, è una macchina fotografica di grande precisione, oggi sostituita dallo scanner.

In questa video intervista è lo stesso Quetti a parlare.

Trovo particolarmente emozionante il suo riferimento all’attivazione dei sensi durante l’uso della linotype: il tatto per la battuta, l’udito per sentire se la matrice arriva e la vista per controllare di aver battuto giusto.

Qualcosa che gli permette di entrare in profonda connessione con la macchina e con il processo di stampa: quello che invece, purtroppo, non permettono le nuove tecnologie (un concetto che abbiamo approfondito nel nostro articolo sul museo di Carmine Cervone).

E non è un caso se a Simone brillano gli occhi quando vede i ragazzi che si sporcano di inchiostro. La tipografia è qualcosa che tocca il cuore e pretende di essere tramandata. E’ una tradizione che non vuole morire, ma sopravvive con prepotenza nell’anima di persone come Simone e Carmine.

Maggiori informazioni


Museo della stampa Lodovico Pavoni

Città: Artogne
Indirizzo: Via Concordia, 2
Provincia: Brescia
Regione: Lombardia

Noi di Lito Magazine però ci poniamo una domanda: perché in Lombardia si è riuscito a mettere su un museo della stampa con visite guidate e laboratori e in Campania, invece, tutto questo sembra essere un’utopia?

Tutte le immagini sono state rilevate dal sito segnoartigiano.it

Articolo di ANGELA

Traduttrice per passione, dal 2015 madre di Costanza. Una creativa con la valigia in mano. Collezionista compulsiva di libri che non avrò mai il tempo di leggere. esposito_ngl@yahoo.it

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