Anche questo mese una traduzione dal Daily Heller e questa volta sul grande Edgar Church.
Come sempre vi lascio il link dell’articolo originale per chi volesse leggerlo in inglese.

Chi era Edgar Church


Gli artisti del lettering e di cartoline da esposizione solitamente erano anonimi al pubblico: l’arte, infatti, era un servizio commerciale e poche persone firmavano con i loro nomi o venivano riconosciute per le loro opere.

Edgar Church (1888-1978) è stato tra i pochi ad aver ricevuto un certo numero di consensi e parte di quel riconoscimento oggi è dovuto a Chuck Rozanski, un appassionato collezionista di fumetti, drag queen e fondatore della Mile High Comics.

Church è stato uno dei principali collezionisti di fumetti negli anni ’20, ’30 e ’40, dove le due discipline, comics e grafica/lettering, erano intrecciate e le cui vignette hanno sicuramente influenzato il suo lavoro.

Tra arte, lettering e pubblicità


In uno studio di servizi artistici nell’area di Denver dal 1910 al 1965 circa e con la maggior parte della sua produzione (lastre, spot pubblicitari e scritte personalizzate) creata tra il 1918 e il 1950, Church ha prodotto anche numerosi dipinti a colori e paesaggi.

A questo affiancava l’attività di freelance per stili di lettering variegati, bordi e illustrazioni a penna e inchiostro per gli annunci pubblicati sulle pagine gialle del Colorado.

Rozanski afferma che Church lavorava “di sera e nei fine settimana per migliaia di piccole imprese, creando di tutto, dalla carta intestata, alle cartoline di Natale, agli annunci a tutta pagina sui giornali locali”.

Church assumeva infatti un approccio contemporaneo nel creare lettere da manuale, con un talento distintivo per tropi drammatici e accattivanti.

Era un avido mutuatario di segnali visivi da tutti i media” annota Rozanski in merito alla raccolta di centinaia di clip art che l’artista aveva ritagliato ed archiviato dalle pubblicità a colori di Maxfield Parrish, oltre alle intere copertine di riviste pulp ai ritagli di normali annunci pubblicitari dai quotidiani.

La sua fama, tuttavia, deriva dalla collezione di fumetti che ha accumulato, conosciuta in seguito come “Collezione Edgar Church”, che nell’ambito della collezione “Mile High” lo ha reso famoso proprio per l’elevato numero di esemplari dei primi fumetti (tra 18.000 e 22.000).

Church e il design grafico


Gli stili generici con cui Church ha lavorato non sono generalmente annoverati nella fascia alta del design grafico, sebbene oggi abbiano visto una rinascita in quella zona crepuscolare tra arte e commercio.

Ciononostante, non solo la sua abilità era innegabile, ma il suo lavoro rappresenta oggi le basi del design grafico.

Non a caso Mirko Ilic ha recentemente indicato una collezionista dei suoi lavori venduti dalla Heritage Auctions, mentre altri disegni originali e completi si possono trovare sui siti di aste.

Un designer o un illustratore, infatti, non possono non provare un’emozione speciale e corroborante nel vedere il livello di lavoro manuale che c’è in questi esemplari che vanno dalla fine del XIX alla metà del XX secolo.

La triste notizia però è che artisti di questo calibro, che uniscono artigianato e arte, potrebbero purtroppo non essere mai più visti e restare solo un ricordo del passato.

La buona notizia (perché c’è sempre una buona notizia!) è che il ricordo di questi geniali talenti non verrà mai cancellato, grazie anche a chi, come noi, si impegna nel raccontare la loro storia.

Con ben due articoli, infatti, lo scorso anno abbiamo dato ampio spazio alla vita e alle opere dell’iniziatore della pubblicità artistica. 

Di chi si tratta? Scoprilo qui!

Noi invece ci rivediamo il mese prossimo 😉

Le immagini appartengono a printmag.com

Articolo di ANGELA

Traduttrice per passione, mamma di Costanza e Matilde. Una creativa con la valigia in mano. Collezionista compulsiva di libri che non avrò mai il tempo di leggere. esposito_ngl@yahoo.it

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