Di quanto la pandemia e il food delivery abbiano impattato negativamente sull’ambiente ne ho già parlato qui, ma questa volta la questione è decisamente più specifica per noi italiani.

Perché, che abbiamo combinato questa volta???

Beh, questa volta ci siamo guadagnati il primato di microplastiche nel Mar Tirreno, con una concentrazione di 1,9 milioni di frammenti in un metro quadro, la più alta di sempre.

A me, personalmente, questi numeri fanno accapponare la pelle, ma a quanto vedo c’è chi, invece, è totalmente indifferente alla questione, quasi come se questo pianeta non fosse anche casa propria!

TROPPA plastica nel Mar Tirreno


“Il cuore di un uomo è molto simile al mare,
ha le sue tempeste, le sue maree e
nelle sue profondità ha anche le sue perle”

Scriveva il sensibile Van Gogh, in un periodo storico in cui però non solo la plastica non esisteva, ma soprattutto l’uomo non si sognava neanche lontanamente di prevaricare ed influire negativamente su Madre Terra con le proprie azioni, come invece sta accadendo negli ultimi decenni.

Inoltre quello che noi da sempre definiamo Pianeta Terra, dovremmo correggerlo con Pianeta Blu, giacché il mare ricopre il 71% della superficie terrestre, regalandoci ben il 50% dell’ossigeno che respiriamo – e, sai com’è, senza ossigeno non si vive!

Il problema però è che ogni anno quasi 9 milioni di tonnellate di plastica finiscono nell’oceano (di cui, come abbiamo detto in principio, quasi 2 milioni nel nostro Mar Tirreno) e ciò avviene a causa di un mancato smaltimento del materiale, di cui solo il 9% viene riciclato, mentre quello che viene disperso nell’ambiente (cioè la maggior parte!) non si biodegraderà mai – sì, hai letto bene: MAI!

Il futuro del pianeta blu dipende da noi


Sono le nostre scelte quotidiane a determinare la salvezza dei nostri mari e non pretendere sempre che sia una mano eterna dall’alto a risolvere i problemi.

Una di queste scelte può sicuramente riguardare la preferenza della carta alla plastica.

La carta è infatti biodegradabile, riciclabile al 100% e la sua produzione dipende da una gestione forestale sostenibile. 

Sapevi infatti che tra il 2005 e il 2015 le foreste europee, da cui le cartiere ricavano circa il 90% della materia prima, sono cresciute di 44.160 km2?

No, non lo sapevo neanche io, però puoi approfondire la questione qui.

Scegli sempre e comunque la carta

Anche questa volta spero di aver smosso qualche coscienza, perché il mio impegno per un mondo più pulito e sostenibile non tenderà certo a diminuire – nel frattempo, mi raccomando: scegli la carta!

Fonte: Vivi Consapevole n. 69, intervista a Worldrise

Articolo di Amalia

Ricordo quando mi sporcavo le mani con gli inchiostri di papà! Oggi so quanto sono stata fortunata. amalia@litocinquegrana.it

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