Miei cari sposini, lo so che tanti di voi sono molto arrabbiati perché a causa del lockdown avete dovuto rimandare le vostre tanto attese nozze!

Qualcuno è riuscito a spostarle in autunno, ma qualcun’altro ha dovuto inevitabilmente rimandarle al prossimo anno dopo tanto stress per i preparativi, oltre magari ad una lunga attesa e smisurati sacrifici per racimolare i soldi necessari per le spese e la casa. Lo so, è frustrante.

Io però voglio farvi trarre almeno un aspetto positivo da tutta questa situazione: siete ancora in tempo per stampare le vostre nuove partecipazioni su carta d’Amalfi.

Non sai cos’è? Leggi l’articolo e scoprirai perché la carta d’Amalfi rappresenta la prima scelta delle famiglie reali e di alto rango.

Cos'è la carta d'Amalfi


La carta d’Amalfi è così chiamata proprio perché prodotta nella famosa omonima città nostrana già a partire dal 1200 circa, nonostante Federico II ne avesse vietato l’uso in quanto meno resistente della carta pergamena.

Molte cartiere locali, però, furono distrutte da un alluvione nella seconda metà degli anni ’50 e dal quel momento restano operative solo tre cartiere principali:

  1. Quella di Francesco Imperato, il quale ha fondato una sede anche a Palermo.
  2. La famiglia Milano, che ha trasformato la propria cartiera in un vero e proprio museo della carta.
  3. La cartiera Amatruda, che continua con la tradizionale tecnica di produzione a mano.
carta amatruda su tavolo di legno

Storia della carta d'Amalfi


Vi ricordate a scuola quando ci facevano studiare le quattro Repubbliche Marinare? E vi ricordate anche che la Repubblica Marinara di Amalfi era la più antica di tutte con le sue famose Tavole Amalfitane

Ebbene, se non ve lo ricordate, lo faccio io! Ovviamente senza farvi il pippone, ma la storia della Repubblica Marinara di Amalfi è fondamentale per capire quali sono stati gli eventi e le cause che hanno portato alla fondazione di cartiere locali e, di conseguenza, al primato della città di Amalfi nella produzione di questo tipo di carta, che oggi prende il nome proprio dalla storica repubblica.

Gli Amalfitani, infatti, appresero la lavorazione della carta dagli Arabi intorno al XII secolo, grazie ai loro continui rapporti commerciali all’interno del Mediterraneo.

Questo tipo di carta, a confronto della pergamena, risultava essere più leggera, più maneggevole e più leggibile: di conseguenza la gli amalfitani si attrezzarono subito per produrre in proprio e in loco questo nuovo prezioso materiale, alla base del quale non vi sono altro che stracci e tessuti di cotone.

Col passare del tempo gli strumenti utilizzati sono stati ovviamente migliorati, ma il procedimento è rimasto sostanzialmente inalterato fino ai giorni (puoi approfondire il procedimento di produzione della carta d’Amalfi qui).

Il must per le tue partecipazioni nuziali


Adesso ti chiederai: ma cos’ha questa carta di così speciale che me la vuoi per forza consigliare per le mie partecipazioni di nozze? Hai ragione, ora ti do qualche spiegazione.

Innanzitutto ciò che rende questa carta pregiata sono:

  • il suo processo di produzione, che è rimasto quasi inalterato ed è, quindi, ancora un processo artigianale, il che rende ogni foglio di carta diverso dall’altro
  • la sua filigrana di qualità, che la rese il materiale principale per la stesura di documenti ufficiali del ducato, oltre ad essere particolarmente usata presso le corti degli Angioini, degli Aragonesi e dei Borboni.

Tra i suoi utilizzi nel passato ricordiamo anche le comunicazioni non ufficiali come annunci di nozze e inviti a corte, mentre oggi:

  • è ancora usata dallo stato Vaticano per la corrispondenza
  • è particolarmente richiesta per occasioni importanti e per la pubblicazione di eleganti opere letterarie.

Quindi ogni volta che sceglierai la carta d’Amalfi starai comunicando:

  • tradizione
  • eleganza
  • prestigio

Non a caso la carta d’Amalfi resta ancora la prima scelta dalle famiglie nobiliari e di alto rango per le loro partecipazioni di nozze.

Tocco di classe: il timbro in ceralacca


Vuoi fare veramente la differenza e lasciare i tuoi invitati a bocca aperta? Allora devi sigillare le tue partecipazioni con un timbro in ceralacca, magari personalizzato con le vostre iniziali. Questo darà veramente un tocco di regalità e romanticismo alle tue partecipazioni.

Ma cos’è la ceralacca? Non è altro che una miscela di resine e pigmenti colorati che fonde col calore, ma che risolidifica quando si raffredda. Essa veniva utilizzata soprattutto all’inizio del ‘900 ed è per questo che oggi il suo uso ha anche un effetto un po’ vintage, oltre a trasmettere un forte senso di unicità, dato che i sigilli nascono proprio con lo scopo di garantire l’autenticità di un documento.

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Alcune immagini sono state prese da Google e non appartengono a noi.

Articolo di Lia

Ricordo quando mi sporcavo le mani con gli inchiostri di papà! Oggi so quanto sono stata fortunata. Direttrice “Lito Magazine.” amalia@litocinquegrana.it

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