Nonostante social e digitale abbiano completamente invaso la nostra vita, secondo un sondaggio realizzato da Two Sides su 6 mila consumatori europei, pare che i questi preferiscano ancora di gran lunga la lettura su carta piuttosto che su schermo.

E come dargli torto!

La ricerca, inoltre, si rivela particolarmente interessante in quanto smonta completamente quelle credenze comuni decisamente infondate sull’impatto ambientale della carta e l’idea che i consumatori non vogliano più leggere né ricevere comunicazioni cartacee dai propri fornitori di servizi.

Ma vediamole insieme.

Carta e gestione forestale sostenibile


Sapevi che tra il 2005 e il 2015 le foreste europee, da cui le cartiere ricavano circa il 90% della materia prima, sono cresciute di 44.160 km2

Te lo traduco subito: un territorio grande quasi quanto la Svizzera.

Tranquillo, non lo sapevo neanche io. E infatti pare che ne fossero a conoscenza solo il 10% dei consumatori europei.

Questa però è una bellissima notizia, perché significa che la produzione della carta dipende da una gestione forestale sostenibile; perché se in altre parti del mondo la deforestazione è un problema, l’Europa, al contrario, vanta una lunga tradizione di gestione responsabile delle proprie foreste.

Infatti, un altro dato di cui quasi nessuno è a conoscenza, è che il 50% del taglio del legno viene impiegato come combustibile, più del 30% viene trasformato in altri settori industriali, come quello edile, e solo, e dico solo, il 13% viene impiegato nell’industria cartaria.

Interessante vero?

Carta ed economia circolare


Poter raccogliere e riciclare facilmente un prodotto è fondamentale per l’economia circolare, sia per i consumatori che per i produttori.

E adesso ti voglio dare un’altra bella notizia: in Europa il tasso di riciclo della carta è superiore al 72%, di poco distante dal massimo teorico che è del 78%. Per gli imballaggi in carta il tasso di riciclo supera addirittura l’85%, il tasso più alto di qualsiasi altro materiale da imballaggio in Europa.

Detto ciò, attento quindi a chi ti vuole ancora vendere il digitale con “perché la carta inquina”

Inoltre, ti dico pure come rispondere a quelli che dicono “Ah, e perché allora non si usa solo carta riciclata?” – perché siccome la fibra non può essere riciclata all’infinito, è necessaria anche una fornitura costante di fibre vergini, specificando che le fibre di carta sono utilizzate in media 3,6 volte e che la carta da riciclare rappresenta il 56% della materia prima totale impiegata dall’industria cartaria europea.

Vedrai come resteranno a bocca aperta!

Il diritto di scegliere la carta


E tutto ciò ci porta ad un’altra importante questione: il diritto, spesso violato, dei consumatori di scegliere.

Infatti banche, ma anche pubblica amministrazione e fornitori di servizi, per obbligare i propri clienti a passare al digitale, avanzano spesso affermazioni ambientali sulla carta fuorvianti e prive di fondamento, come ad esempio “Aiuta a salvare un albero, scegli il digitale”.

– Vomito –

Fortunatamente almeno la metà dei consumatori sa benissimo che la vera spinta che muove queste società al digitale è semplicemente un risparmio dei costi. 

E basta.

Non c’è nessun albero da salvare.

Paradossalmente (o no?) nell’era del digitale la comunicazione su carta sta diventando più potente che mai, in quanto quasi il 50% dei consumatori è consapevole degli effetti nocivi sulla salute causati da un impiego eccessivo dei dispositivi elettronici – e da qui il 70% degli intervistati crede fermamente nell’importanza di “staccare la spina” e leggere di più su carta stampata (come ti ho spiegato meglio in questo articolo).

Ma quello che conta di più è che il 78% di questi difende il diritto di scegliere le modalità con cui ricevere le comunicazioni dai propri fornitori di servizi e dagli istituti di credito; ed è proprio per questo motivo che quest’ultimi dovrebbero tenere in considerazione i rischi che si assumono quando passano i loro clienti al digitale senza consenso.

Infatti, se obbligati alla dematerializzazione delle comunicazioni, oltre un terzo dei consumatori afferma di prendere in seria considerazione la possibilità di cambiare fornitore.

(Quando dico che giocare sporco non porta mai niente di buono…)

Falsi luoghi comuni sulla carta


E quindi concludiamo su quello che non sai sulla carta.

Anzi, diciamo meglio: quello che sai di sbagliato sulla carta.

Sì, perché come abbiamo visto i luoghi comuni abbondano, quando nella realtà l’industria cartaria europea è leader mondiale in materia di approvvigionamento sostenibile, energie rinnovabili e tassi di riciclo.

Quindi noi adesso cosa facciamo: prendiamo tutti questi falsi miti sulla carta e li smontiamo ad uno ad uno, perché veramente non hanno alcuna ragione d’esistere.

Crede che la superficie forestale europea stia diminuendo. La verità invece è che queste invece sono cresciute di oltre 1500 campi da calcio ogni giorno.

Ritiene che la comunicazione digitale sia ambientalmente più sostenibile. In realtà invece la TLC rappresenta quasi il 3% delle emissioni di gas a effetto serra e si prevede che salirà al 14% entro il 2040.

Pensa che la carta sia solo un rifiuto da smaltire. In realtà il tasso di riciclo della carta in Europa è del 72,3% e le sue fibre vengono riutilizzate in media 3,6 volte.

Pensa che si dovrebbe usare solo carta riciclata. La verità è che la fibra vergine è essenziale per la produzione di carta, di cui il 53% proviene da carta da riciclare.

E’ convinto che l’industria cartaria sia la principale causa delle emissioni globali a effetto serra. In realtà essa è la più grande produttrice di energie rinnovabili, le cui emissioni di CO2 sono diminuite del 25% tra il 2005 e il 2017.

Crede che per la produzione di carta comporti uno spreco di acqua. Al contrario, invece, questa avviene in luoghi con basso scarico idrico, di cui il 93% viene poi restituito all’ambiente.

Ti sei deciso a stampare?

A seguito di tutto ciò che ti ho descritto, che non lo dico io, ma una ricerca realizzata da Two Sides sulla percezione della carta e della stampa da parte dei consumatori europei, ritengo che sia sempre più importante diffondere una corretta informazione sull’industria cartaria e sulle arti grafiche, che non stanno per nulla inquinando l’ambiente come vogliono farci credere, ma sono da sempre veicoli e diffusori di conoscenza, informazione e cultura.

Io credo di essere stata abbastanza convincente, ma se hai ancora qualche dubbio dai uno sguardo anche  a questo articolo, oppure  se ti fa più piacere… scrivimi! 🙂

Articolo di Lia

Ricordo quando mi sporcavo le mani con gli inchiostri di papà! Oggi so quanto sono stata fortunata. amalia@litocinquegrana.it

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