“Assenza di piacere? Vestiti di arancio!” è la frase che lessi in un libro, di cui purtroppo non ricordo il nome, quando mi avvicinai per la prima volta al sistema dei chakra nel lontano 2016.

Tale affermazione era ovviamente relativa al secondo chakra, il cui colore è appunto l’arancio.

Adesso tu, che non hai mai messo piede nel mondo olistico (e che forse non sai nemmeno che significa olistico!), ti dirai: che cavolo so sti chakra?

Continua a leggere che te lo spiego! 🙂

Goethe e la prima teoria dei colori


Oggigiorno anche i non addetti ai lavori sanno bene che ogni colore svolge una determinata funzione psicologica (di cui abbiamo già fatto un accenno in questo articolo), ma ben pochi, anche tra i professionisti del settore, sanno che la questione è molto più complessa e che dietro ogni colore c’è davvero un intero mondo da scoprire.

Il primo ad accorgersene fu Goethe, il grande genio tedesco, che per primo in assoluto elaborò una vera e propria teoria dei colori, analizzata e descritta nell’omonimo saggio pubblicato nel 1810.

La complessità scientifica dell’opera di Goethe è stata fondamentale per le successive considerazioni filosofiche sul colore, ma soprattutto per la nascita della colorimetria.

Fu infatti proprio Goethe a creare il famoso cerchio cromatico, oggi tanto usato da chi lavora con i colori, sia a scopi professionali (come nell’abbigliamento e nell’arredamento), sia a fini terapeutici, soprattutto perché fu Goethe stesso ad attribuire dei significati peculiari di natura psicologica e terapeutica ai colori.

Chakra e colori: come ci possono aiutare


Saltiamo quindi tutti le descrizioni date dalla psicologia e dal neuromarketing e andiamo direttamente al sodo: il secondo chakra.

PREMESSA: mi permetto di trattare tale argomento in quanto insegnante certificata di Hata Yoga. Diffidate da chi parla di chakra ed energie sottili da chi non è del mestiere.

Facciamo però un breve accenno sui chakra, così capiamo tutti meglio di cosa stiamo parlando.

Chakra è una parola sanscrita che significa “cerchio/ruota” e, secondo le antichissime tradizioni yogiche, nell’essere umano ne risiederebbero sette, posizionati all’interno della colonna vertebrale, ad eccezione del settimo che si trova sulla sommità del capo.

Ma cosa sono concretamente questi chakra?

Sono dei centri energetici che danno e prendono energia e ad ognuno di loro corrisponde una determinata funzione fisiologica e psicologica.

Se i nostri chakra sono in armonia ci troveremo in uno stato di salute, se invece, per un trauma fisico o psicologico uno di questi centri si blocca o comincia a funzionare male, viene meno tutto il nostro sistema energetico. 

Conseguenza a lungo termine? La malattia.

Arancio e secondo chakra in pratica


Finalmente siamo arrivati al tanto atteso secondo chakra.

Questo centro si trova all’altezza del pube ed essendo responsabile degli organi sessuali, è quindi il centro per eccellenza del piacere – non necessariamente genitalizzato, ma nel suo senso generale: non a caso, infatti, al secondo chakra corrisponde il senso del gusto.

A noi adesso non interessa sapere come lavora questo chakra, ma come queste informazioni possono tornarci utili nella comunicazione visiva, giacché appunto la vista del suo colore arancione attiva in noi determinate risposte psicosomatiche.

Sfruttiamo l'arancio-chakra a nostro vantaggio!


La foto del portapatatine che vedi qui sopra risale a questo inverno, quando siamo stati incaricati di stampare tutto il materiale di cancelleria per l’inaugurazione di una scuola di formazione napoletana.

Portapatatine di carta a parte, l’idea che io trovo brillante è proprio l’uso del colore arancio per una scuola di formazione.

Per quale motivo? Per diversi e tutti legati al secondo chakra.

Una persona con il secondo chakra in armonia è infatti una persona aperta alla vita, alle relazioni, alla socialità, e il colore arancio è il colore dell’energia vitale per eccellenza – deduco dunque la volontà, da parte del grafico e dei proprietari, di riferirsi specificamente a questo tipo di persona come potenziale allievo.

Il nome del secondo chakra è Swadhisthana, che significa “dolcezza”, nel senso anche di accoglienza e vicinanza. Il suo colore, l’arancio, abbatte subito tutte le barriere proprio per il suo essere caldo, ma un caldo che non brucia, bensì riscalda. Una vera e propria rassicurazione per chi ha l’ansia degli esami!

Infine, ma non meno importante, abbiamo detto che il secondo chakra è il colore del piacere; e qual è la forma di educazione più efficace? Proprio quella che passa per il piacere, perché tiene viva l’attenzione e la concentrazione.

E a te l'arancio che effetto fa?


Adesso che ti ho dato tutte queste informazioni preziose, ti invito a giocare con questo colore.

Sì, perché quando parliamo di colori parliamo di leggerezza e l’unico modo per usarli in modo efficace è solo ed esclusivamente quello giocoso (la noia lasciamola agli ingegneri 😜)!

Che sensazioni ti suscita l’arancio? Lo trovi sgradevole o gradevole? La sua vista ti mette a tuo agio o no? Ti rassicura o ti inquieta?

Sappi che le risposte che darai saranno indicative dello stato del tuo Swadhisthana.

Anche se provi dei fastidi io ti invito ad usarlo comunque quotidianamente nell’abbigliamento, nell’arredamento e nell’alimentazione; vedrai che, poco a poco, stimolerà dentro di te dei grandi cambiamenti (oltre a farti venire tanta fame!).

Una volta che lo avrai sperimentato e ci sarai entrato in profonda intimità, saprai molto bene come usare l’arancio nella tua comunicazione: alla stampa poi ci penseremo noi! 😃

Articolo di LIA

Ricordo quando mi sporcavo con gli inchiostri di papà. Oggi so quanto sono stata fortunata! amalia@litocinquegrana.it

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