Nel corso dei secoli la Divina Commedia di Dante è stata illustrata da artisti famosi, ma anche utilizzata nella grafica pubblicitaria.

Ancora non lo sai, ma nei prossimi 5 minuti scoprirai come l’immagine del Sommo Poeta ha dato la possibilità all’imprenditore italiano Olivetti di far schizzare le vendite dei suoi prodotti, semplicemente facendo leva sul bisogno di riconoscimento culturale degli italiani.

Il "Dantedì"


Il sommo poeta ai tempi del Covid-19

Dante Alighieri: un nome che evoca in tutto il mondo quel percorso interiore di ascesa al Paradiso di cui egli stesso è protagonista e che percorre “nel mezzo del cammin di nostra vita” (all’epoca, 35 anni: è il 1300).

Tra le cantiche di cui si compone la sua Commedia – Divina divenne con Boccaccio ne In lode di Dante – la più conosciuta e rappresentata è certo la prima, l’Inferno: la più terrena e simile a noi.

Ma il poeta fiorentino non è solo il padre del succitato poema, è colui che “fonda” la nostra lingua (assieme alle altre due corone, Petrarca e Boccaccio), l’italiano, che dal fiorentino del ‘300 appunto ha origine, e individua in maniera abbastanza precisa quelle che sono le altre lingue “concorrenti” della penisola, nel De Vulgari Eloquenza. E, in un certo senso, fonda, nel pluricentrismo del tempo, un’ unità ante litteram.

Quest’ anno abbiamo assistito al primo Dantedì, indetto dal Mibact il 25 Marzo (data ritenuta d’inizio viaggio attraverso i Tre Regni Ultraterreni), completamente sui social, a causa dell’attacco dell’invisibile Covid-19 (che ancora oggi ci tiene “ancorati” ai pc, pur di avere una sensazione di movimento e proseguimento della “normalità” in questa sospensione che è la nostra lotta – pare un ossimoro!).

Ebbene, vi propongo un viaggio temporale e spaziale (non ordinato e non esaustivo), da fermi, nelle grafiche dantesche attraverso le visioni dei più disparati artisti.

Logo Mibact per il Dantedì

Dante Alighieri


La sua figura attraverso l’arte

Tutti ne abbiamo presente il proverbiale naso adunco, il mento puntuto e il vestito rosso e la corona d’ alloro di cui è cinto il capo, ma forse così non lo riconosceremmo:

Si tratta dell’acquerello d’apertura al II volume di The Divine Comedy, dell’ artista Leonard Baskin, opera elegante, in cofanetto di pelle, edita nel 1969 da Grossman Publishers di New York e tradotta da Thomas G. Bergin (la trovi qui).

L’ illustratore americano (anche scultore, incisore, scrittore e insegnante), che ha conosciuto e amato i libri illustrati da William Blake (ne parlerò dopo), è sempre rimasto attaccato all’arte figurativa – nonostante il periodo fosse dettato dall’astrazione – e alla mortalità umana (questo Dante non ha nulla di aulico e pare abbozzato) e, da ebreo, ha probabilmente traslato il proprio “ritorno a Gerusalemme” nel pellegrinaggio allegorico sognato dal Sommo Vate. Baskin ha creato 120 dipinti per l’ edizione newyorkese e ne potete ammirare 70 qui.

Ezio Anichini, fiorentino, illustratore del primo Novecento per diverse riviste, ce lo propone in maniera classica coi piedi ancora piantati nei cerchi infernali, con alle spalle la montagna del Purgatorio e i cieli (9) del Paradiso. Il rosso è per l’Inferno e per i vestiti di Dante, l’azzurro per i Regni superiori, i tratti del viso, il libro tenuto in mano e la corona d’alloro: un caso?! Spogliarsi dell’Inferno per ascendere e lasciare traccia di sé attraverso l’ Arte. Anichini ha illustrato anche l’Opera dantesca. (fonte immagini Google)

Dante testimonial per l’Olivetti

Michele Bruttomesso, giovane illustratore, fumettista e creatore di gif, partecipa, nel 2018, alla mostra collettiva del progetto Danteplus (guardatelo ché c’è una sorpresa per il 2021!) con questo poster, Selva Oscura: Dante è all’inizio della discesa, nella selva oscura del suo sé.

E che dire della prima pubblicità (1912) Olivetti, opera del pittore Teodoro Wolf Ferrari?!

Camillo Olivetti, fondatore della società nel 1908, lancia, nel 1911, la prima macchina per scrivere italiana, la M1, che però venne accolta freddamente perché già presenti e affermati sul mercato prodotti esteri. Così decide per un primo manifesto pubblicitario, e chi meglio di Dante a far da “testimonial”?!

Ferrari disegna il poeta che indica la M1 quasi a comandarne l’acquisto, e la sua italianità e autorevolezza si trasferiscono al nuovo prodotto creando
fiducia nelle sue qualità (fonte immagini Google).

Dante e Beatrice

Quanto è fondamentale l’angelica donna nella vita del poeta? Tanto da farne la sua guida nel Paradiso.

Cesare Saccaggi, pittore piemontese, nel 1903 con un olio su tela, ce li propone in giardino, per l’Incipit, ispirato dalle liriche giovanili della Vita Nova.

Ancora, Dante è ritratto diversamente da come lo conosciamo: è un ragazzo come tanti accompagnato alla sua amata, dalla quale sogna d’essere amato. Un sogno, infranto, che s’idealizzerà e sacralizzerà dopo la morte di Bice, momento di consapevolezza di una vita nuova che voterà alla purificazione (preannuncio del viaggio infernale) attraverso l’Amore.

Riguardo i versi, ne fu fatta traduzione dal preraffaellita Dante Gabriele Rossetti, suo ammiratore, e ve ne mostro un’ edizione del 1914- ‘16, rilegata con pelle e borchie, una copertina incisa sul davanti con miniatura del poeta, realizzata presso l’abbazia di Saint Albans in Inghilterra.

L’edizione è artigianale e richiama lo stile dell’arte amanuense del
Medioevo. Il carattere è composto di grandi iniziali miniate – tipiche del contemporaneo Modern Style – e corsivo per il corpo del testo. L’autrice delle illustrazioni e dei fregi è Evelyn Paul, che si rifà a Rossetti e all’Arts and Crafts (che, ricordo, fu parte importante per lo sviluppo della grafica: te e parlo infatti in questo articolo).

Se vuoi approfondire la tematica della vita e della morte nell’opera dantesca ti consiglio questo saggio di Francesca Marino.

La Commedia


Gustav Doré

E arriviamo nel fulcro, la produzione intorno al maestoso poema, che va dai classici 3 tomi per le rispettive 3 cantiche (di solito in edizione deluxe), al volume unico, dai dipinti, le stampe e le incisioni, alle rivisitazioni a fumetti, d’ artista, per bambini e ragazzi, tascabili ed edizioni scolastiche: ne esiste un numero davvero spropositato e quel che segue è frutto di una selezione personale, dalla quale, purtroppo, ho dovuto lasciar fuori anche lavori di alta fama.

Gustave Doré – le sue grafiche sono le più conosciute – illustratore e incisore francese dell’800, e caricaturista, è legato alle più disparate opere letterarie, classiche e sue contemporanee: quelle di Lord Byron, i racconti di Gautier, Don Chisciotte, le favole di Lafontaine, le poesie di Poe, Gargantua e Pantagruele, la Bibbia, etc.

Ma furono quelle dedicate alla Divina Commedia, in special modo all’Inferno – presso i torchi di Hachette – che lo consacrarono Illustratore. Ne trovi una copia qui (fonte immagini Google).

Xilografia del Paradiso:
in questa cantica Doré interpreta i versi con tratti evanescenti e indefiniti, a rendere l’astrazione e l’ incorporeità che, cristianamente, ci aspettiamo nell’unione con Dio.

Edizione del 30 Ottobre 1942, a cura della Casa Editrice Sonzogno di Milano, in unico volume con 135 xilografie. Legatura in cartoncino e tela rossa con titoli in oro al dorso e al piatto anteriore (ritratto di Dante impresso a secco). Da notare l’ italianizzazione del nome francese dell’illustratore, tipico dell’ epoca fascista impegnata nella lotta contro il lessico straniero.

Blake e Martini

William Blake, inglese, è un altro artista che, negli ultimi anni della sua vita, si è lasciato ispirare e ha rivisitato “romanticamente” il poema (un progetto di 102 tavole rimasto incompiuto), utilizzando varie tecniche, dallo schizzo a matita all’acquerello.

Vi è un’ edizione del 2015 (in occasione dei 750 anni dalla nascita dello scrittore) di Taschen, che è un catalogo (non contiene il poema): un libro d’arte con solo alcuni passi emblematici dell’ opera a completare le stampe e due saggi circa il binomio Scrittore-Artisti.

Formato XL, copertina rigida, rilegato in tela, con 14 pieghe (per le illustrazioni orizzontali) su 324 pagine. In doppia edizione (tedesca/italiana), è curata da Sebastian Schütze e Maria
Antonietta Terzoli e la puoi trovare qui (fonte immagini Google).

Missione di Virgilio, Inferno, canto II, una tra le centinaia illustrazioni di William Blake.

La Divina Commedia illustrata dal veneto Alberto Martini. Edizione Mondadori Arte, 2008. Cartonato con sovracoperta, 416 pagine e illustrazioni in bicromia. Prefazione di Vittorio Sgarbi. La trovi qui.

Martini nel 1901 rispose alla chiamata dei Fratelli Alinari – la più antica azienda fotografica conosciuta – che intendevano pubblicare una nuova edizione illustrata dell’opera; purtroppo l’artista non fu scelto tra gli accorsi alla gara (furono scelti altri artisti per l’edizione in questione, tra cui Cambellotti, Balestrieri, Sartorio, Fattori, etc.). Da quel momento però produsse quasi 300 tavole, in tanti stili, ma tenendo fede al suo amore per il macabro e il grottesco. Visto come precursore del Surrealismo, fu il disegnatore preferito, non a caso, del poeta André Breton.

Dante nel corso del '900


La prospettiva fascista

Amos Nattini inizia la sua carriera pittorica nel 1911 ca., come illustratore delle Liriche d’oltremare di D’Annunzio e fu proprio questi a spingerlo nella monumentale opera d’illustrazione del poema dantesco: darà vita a cento Imagini.

Sopraffino esegeta conoscitore del poeta fiorentino, abilissimo interprete della difficile tecnica dell’acquarello (solo il canto I del Purgatorio è a olio), si rivela anche un esperto artigiano quando medita di dare alle stampe la lussuosa edizione della sua Commedia curandone ogni minimo dettaglio e particolare.

Fin dagli inizi, infatti, pensa a una destinazione editoriale. I grandi e sontuosi volumi, stampati dalla Casa Editrice Dante (fondata da lui stesso) in mille esemplari numerati, sono realizzati con carte di puro straccio provenienti da Fabriano; i caratteri di stampa, ideati dallo stesso Nattini, traggono ispirazione dai “tipi latini primitivi” e, per ognuna delle tre cantiche, sono previste delle coperte in pelle di vitello sbalzata a mano.

Nel 1939 l’edizione è terminata. Una copia sarà donata, come esempio dello spirito italiano, dal Duce a Hitler in visita alla Mostra italiana dell’Ottocento.

Il comun denominatore della sua grafica è il grande amore per la ricerca anatomica di stampo michelangiolesco e per il movimento di maniera: i corpi vengono ripresi in posture sempre diverse e talvolta arditamente scorciati all’interno di mutevoli prospettive (da centrale a obliqua e poi aerea).

Gli occhi surrealisti di Dalì per Dante

In occasione dei 700 anni dalla nascita del poeta, il governo italiano commissionò l’illustrazione dell’opera italiana più celebre al surreale spagnolo Salvador Dalì, con la sua paranoia ed “estetica del molle”, ottenendo un risultato eclettico e ostentatamente sublime (ne trovi una copia qui).

I 100 acquerelli occuperanno 9 anni della vita dell’artista, poi trasposti in xilografia dal maestro Raymond Jacquet, che incise 3000 lastre di legno per poter imprimere in progressiva i 35 colori di ogni singola tavola. La commissione poi cadde a cause delle molteplici critiche circa la non italianità dell’ artista scelto… sic!

La Commedia nei Manga e nei fumetti

Edito da J-POP Manga per la prima volta in Italia in formato Omnibus (di 700 pagine), cartonato e con una variant cover in rosso, la fatica in balloon era uscita a puntate sulla rivista Weekly Shōnen Magazine, nel 1994, ispirata dalle incisioni dell’ottocentesco Gustave Doré (che abbiamo visto all’inizio). La lettura del testo procede da destra verso sinistra com’è tipico dei manga (e quindi la rilegatura è a destra) e all’interno vi è la litografia in b/n dell’incontro di Paolo e Francesca (trovi una copia qui).

Dante – La Divina Commedia a fumetti di Marcello Toninelli, Shockdom, 2015. Edizione definitiva, brossurata, delle tre cantiche e della vita del poeta, in 256 pagine a colori (a cura del figlio dell’artista, Jacopo Toninelli). Ne trovi una copia qui.

Una Commedia comica e ironica, dai tratti semplici, con l’utilizzo di gag a smorzare l’aulicità che si è andata formando attorno alla Somma Opera e ai suoi personaggi.

10 Novembre 1969, prima apparizione del Dante di Marcello, allora diciottenne, sulla copertina dell’undicesimo numero di Off-Side. Ma finì lì.
Il lavoro di Toninelli si avviò regolarmente sul settimanale cattolico per ragazzi, Il Giornalino edizioni San Paolo, dal 1994 al 1998, grazie al suo direttore, don Tommaso Mastrandrea.

Intanto il tratto dell’ artista era cambiato, appaiono paesaggi definiti e colorati, e nelle strisce camei di personaggi del tempo (Yoghi e Bubu, Sailor Moon, gatto Silvestro).

La mia prima puntata sulla grafica dantesca si interrompe qui. Ho ancora tanto altro da raccontarti, ma in un prossimo episodio.

Nel frattempo dimmi un po’, qual è la tua illustrazione preferita del sommo poeta?

Fonte immagini: Google

Articolo di MARIEL

Un gatto nero e tanta passione per arte e letteratura. Decisamente antirazzista. “La curiosità è insubordinazione nella forma più pura” Leileith@hotmail.it

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