Breve parentesi personale...

La culture sciamaniche hanno tra i loro culti più importanti quello degli antenati: essi, infatti, sono estremamente convinti che gli spiriti dei nostri avi siano continuamente presenti nelle nostra vita e vadano per questo fedelmente onorati, in quanto, essendo parte delle nostre radici, sono una fonte potente di forza e stabilità.

Io inizialmente avevo serie difficoltà a capire questo concetto, anche perché come può una persona morta, che magari non abbiamo manco mai conosciuto, darci forza in quello che facciamo noi oggi da vivi? Qualcosa di assurdo per l’uomo occidentale, freddo e razionale, completamente distaccato dal suo centro spirituale.

Eppure, da quando ho cominciato a lavorare nell’azienda di famiglia, ho finalmente capito cosa la saggezza sciamana prova ad insegnarci. 

Non sono una tipografa, né ho un background professionale di questo genere, ma nella mia famiglia paterna si tramanda questo mestiere da molte generazioni (ne parlo qui) e soprattutto il mio papà, quando ero molto piccola, mi portava spesso con sé in bottega, dove mi riempivo le mani d’inchiostro e restavo ipnotizzata dal rumore delle macchine da stampa.

Ora, sarà che stare qui in azienda ha fatto riaffiorare in me ricordi d’infanzia, sarà che da un punto di vista genetico la memoria si conserva nel DNA fino a sei generazioni, ma da quando sono a stretto contatto con le arti grafiche, sento un forte senso di appartenenza, oltre a provare delle forti emozioni ataviche, che solo la stampa a caratteri mobili riesce ancora oggi a suscitare , nell’era della digitalizzazione e dei touch screen. Un’arte antichissima (te ne parla Angela in questo articolo), ma che ancora dopo più di 500 anni non smette di affascinare ed essere fonte capitale di arte e cultura.

... perché la stampa è anche spiritualità

La stampa a caratteri mobili (che in molti credono sia morta, ma così non è!) ci permette di entrare in profonda connessione con noi stessi, di usare tutti i sensi (lo dice anche il sig. Quetti qui) e tirare fuori tutta la nostra creatività interiore, mettendo su carta delle vere e proprie opere d’arte.

Opere che la Tipoteca Italiana conserva gelosamente nel suo archivio museale, che quest’anno compie i suoi primi 25 anni di vita e per i quali 25 artisti e designer hanno dato il loro contributo per un regalo di compleanno veramente speciale (o meglio spirituale direi!)

Perché spirituale? Perché l’arte della stampa richiede presenza, ci ancora al momento presente, ma ci fa anche viaggiare nel tempo: tra le stampe del passato e quelle che un giorno finiranno tra le mani dei nostri discendenti in un futuro chissà quanto lontano.

“Uà Lia, e tu ci hai fatto tutta sta pippa solo per parlarci di un anniversario?” Effettivamente, forse mi sono fatta prendere la mano! E ora dunque parliamo di Tipoteca Italiana.

Tipoteca, il museo del "fare"


Tipoteca italiana nasce 25 anni a fa in provincia di Treviso come semplice magazzino per vecchie macchine da stampa, che il signor Silvio Antiga ebbe la premura di recuperare da botteghe e tipografie affinché non venissero demolite, ma potessero essere riutilizzate a fini storici e culturali.

Oggi il sogno di Silvio si è realizzato: Tipoteca è una realtà ormai affermata a livello internazionale, non solo come polo museale, ma anche come una stamperia viva, con carta e inchiostro sull’attenti, e per questo ama definirsi “museo del fare”.

Infatti, Tipoteca Italiana offre corsi e laboratori didattici per bambini e per adulti, orientati alla comprensione dell’antica arte della stampa e della legatoria, attraverso i classici strumenti artigianali del tipografo quali i caratteri mobili, i torchi a mano e le casse tipografiche. Un’esperienza altamente stimolante per i sensi e la creatività, non solo osservando, ma appunto facendo.

tipoteca mostra per i 25 anni

25 anni di stampa e design


Per festeggiare le sue prime 25 candeline, Tipoteca ha voluto farsi un regalo: 25×25 Tipoteca 25. Cioè…?

In pratica, Tipoteca ha chiesto a 25 tipografi, italiani e stranieri, di progettare e stampare un manifesto al fine di allestire una mostra temporanea aperta e visitabile da Giugno fino ad Ottobre presso il suddetto polo museale.

La mostra, però, comprende anche le creazioni degli affetti più stretti di Tipoteca, amici designer che hanno voluto manifestare la propria presenza e vicinanza in questo momento storico particolare di distanza e isolamento dovuto all’emergenza Covid-19.

Siamo però abituati a pensare alla figura dello stampatore sempre al maschile (si parla sempre di tipografo e mai di tipografa), eppure anche delle donne hanno messo le loro mani in pasta a questo interessante progetto. Vediamone alcune.

La tipografia è donna!


La prima è lei, Martina Vincenti, o meglio conosciuta come la Tipografa Toscana.

Giovane e piena di grinta, Martina nasce come grafica pubblicitaria, collaborando con il prestigioso studio di Oliviero Toscani, fin quando non perde la testa per il mondo della stampa e della tipografia, decidendo quindi di mettere su la sua piccola bottega e diventare la Tipografa Toscana.

Nel suo laboratorio Martina non solo progetta stampe su misura, ma organizza anche laboratori mensili di composizione e stampa a caratteri mobili, dove poter imparare non solo a stampare, ma anche a coltivare quelle virtù che l’arte della stampa richiede, come pazienza, lentezza e dedizione.

Poi c’è Veronica Bassini, a quanto pare caratterialmente molto diversa da Martina, ma non meno appassionata ed emotivamente coinvolta dal suo lavoro. 

La dolce Veronica fa parte dello staff di Anonima Impressori, officina grafica e stampa d’arte bolognese, impegnata da anni nella ricerca e recupero di caratteri tipografici storici e rari. Ma non solo.

Anche qui, infatti, è possibile prendere parte a workshop pratici di stampa e artwork d’autore, come la progettazione grafica attraverso l’utilizzo di cliché tipografici. Chi aveva detto che la tipografia era morta?

Tutto molto bello, ma chissà quando avremo anche noi a Napoli il piacere di realizzare tutto ciò… ad Enzo Falcone non manca nulla, solo un’organizzazione comunale competente e sensibile verso un mestiere che in passato, proprio in terra partenopea, ha vissuto i suoi anni d’oro.

Noi, per il momento, non perdiamo la speranza.

Per maggiori informazioni


Puoi visitare il sito della Tipoteca Italiana o la loro pagina Facebook.

Le immagini appartengono a Tipoteca Italiana.

Articolo di Lia

Ricordo quando mi sporcavo le mani con gli inchiostri di papà! Oggi so quanto sono stata fortunata. amalia@litocinquegrana.it

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